FANO - Diversi esponenti del PD si sono dichiarati pro Renzi nelle primarie per la leadership del centrosinistra. Una corrente di pensiero dentro il PD che parte dalla semplificazione degli strumenti della democrazia, così come l’abbiamo vissuta fino ad oggi, e vuole i partiti ridotti di fatto a comitati elettorali dei vari leaders. Niente o poco di diverso per esempio dall’IDV di Di Pietro. Inoltre tende a promuovere un progetto di privatizzazione derivante da una cultura privatistica dei servizi pubblici estremamente pericolosa.
Il tema generazionale e la rottamazione, invece, sono stati specchietti per le allodole e ora attorno al Sindaco di Firenze arrivano soggetti dei tutte le età, con carriere politiche pesanti. Ma per capire il livello dello scontro politico, perché di questo si tratta, è bene entrare nei contenuti delle proposte dei vari leaders. Sono convinto che tutti quelli che hanno aderito a sostegno della candidatura di Matteo Renzi abbiano letto il suo programma, ma per evitare qualsiasi fraintendimento mi permetto di indicare alcuni punti “forti” del suo programma che lo caratterizzano inequivocabilmente.
Al punto 18 delle 100 idee per l’Italia Renzi dichiara testualmente:
“per portare il rapporto debito/pil al 100% in tre anni” privatizzare imprese pubbliche, privatizzare municipalizzate e alienazione di parte del patrimonio immobiliare.
Al punto 27 –liberalizzare i servizi pubblici locali- bisogna liberalizzare i servizi, accorparli in poche società (vuol dire tutti sotto HERA o ACEA e poche altre).
Al punto 31 – mettere in competizione il pubblico con il pubblico- è possibile creare una competizione tra una scuola e l’altra, fra sistema sanitario di un’area e un’altra area, tra università e l’altra.
Al punto 42 –Sanità- chiudere tutti gli ospedali con meno di 100 posti letto che non abbiano anestesia e rianimazione 24 ore su 24.
Al punto 44, sempre Sanità, si legge: in via generale le esternalizzazioni aziendali servono sia per assicurare un servizio migliore rispetto a quello interno, sia per ridurre i costi.
Ma la cosa esilarante sta nei punti 78 – 85 – 86 e precisamente educare i giovani al rischio di impresa, E.Book per tutti, inglese da piccoli.
Non erano le tre famose “I” (Impresa, Internet, Inglese) di berlusconiana memoria? Una cultura politica quindi che rompe definitivamente con il riformismo di sinistra del socialismo europeo e solo per i meno avveduti può ancora apparire come rinnovamento contro la conservazione, giovani contro vecchi. Infatti andrà a finire che tanti giovani e meno giovani giustamente si posizioneranno con Bersani ed altri con Renzi e solo dopo un confronto sui contenuti vedremo chi è da “rottamare”.
Cesare Carnaroli - Partito Democratico Fano